Il 2017 segna il 30° anniversario del programma Erasmus: una pietra miliare per l’Europa! Il progetto Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) nasce nel 1987 per opera della Comunità Europea. Il nome Erasmus vuole essere un omaggio all’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam, che viaggiò per anni in tutta Europa per conoscerne e comprenderne le diverse culture.

L’obiettivo del progetto Erasmus è quello di fornire allo studente universitario europeo la possibilità di frequentare un’università straniera per un periodo di studio che varia (solitamente) dai 6 ai 12 mesi. Tale periodo di studio è legalmente riconosciuto dall’università di provenienza, e gli esami sostenuti all’estero sono convalidati e integrati nel curriculum dello studente.

Dunque, chi può partecipare al progetto Erasmus? Le Università Telematiche, come quelle tradizionali, possono attivare Progetti Erasmus a seconda dei corsi di laurea e delle collaborazioni instaurate con gli atenei esteri. Tutti gli studenti iscritti presso una delle Università Telematiche riconosciute dal Miur possono partecipare al progetto Erasmus: a seconda del corso di laurea che si sta conseguendo, sarà possibile scegliere l’ateneo estero presso il quale andare. Il proprio tutor online saprà fornire tutte le informazioni a riguardo e accompagnare lo studente durante tutto il periodo di studio all’estero.

L’esperienza all’estero è un’occasione importantissima anche e soprattutto per l’apprendimento della lingua del paese ospitante. Lo studente dovrà frequentare i vari corsi in lingua straniera e avrà l’opportunità di socializzare con coetanei provenienti dai diversi paesi dell’Unione Europea.

Anche per gli studenti lavoratori iscritti alle Università Telematiche è una grande chance: il rafforzamento della conoscenza di una lingua straniera da un valore aggiunto al curriculum, e accresce la competitività nel mercato del lavoro. Resta il fatto che gli studenti lavoratori, per partecipare al programma Erasmus, devono autonomamente discutere di tale opportunità con il proprio datore di lavoro per valutare se può essere compatibile con la posizione lavorativa.