Seleziona una pagina

Lo stage post laurea può rappresentare una buona occasione per fare una prima esperienza lavorativa e migliorare il proprio curriculum. Poiché le leggi che regolamentano gli stage variano da regione a regione, è bene conoscere la normativa di riferimento prima di mettersi alla ricerca di quello che fa al caso proprio.

Cos’è uno stage?

Lo stage formativo rappresenta un primo passo nel mondo del lavoro per i giovani laureandi o i neolaureati. Si tratta di un periodo di formazione che si svolge all’interno di un’impresa o di un ente pubblico allo scopo di acquisire le conoscenze pratiche da mettere poi in campo nel settore in cui si andrà a lavorare. Oltre a far acquisire nuove capacità, il tirocinio consente anche di confrontarsi con altre persone, di diventare più consapevoli dei propri punti di forza e degli aspetti da migliorare e nasce con l’obiettivo di aiutare a trovare lavoro più facilmente.

Stage curriculare o extracurriculare? La differenza fondamentale: la remunerazione

Esistono due tipi di tirocinio: curriculare ed extracurriculare. Lo stage curriculare si svolge mentre si studia all’università. Lo stage extracurriculare, invece, ha luogo quando il percorso di formazione scolastica si è conclusa. La differenza fondamentale? Il primo non è remunerato; il secondo, sì.

Cosa prevede la normativa aggiornata al 2023

La Puglia ha introdotto normative aggiornate sui tirocini extracurricolari post laurea con la Legge Regionale n. 26 del 10 novembre 2023, pubblicata nel Bollettino Ufficiale regionale. Questa legge sostituisce precedenti regolamenti, estendendosi a disoccupati, lavoratori con sostegni al reddito, persone a rischio di disoccupazione, occupati in cerca di nuova occupazione, individui svantaggiati o con disabilità, e neodiplomati entro 12 mesi dal titolo. Stabilisce durate di tirocinio da due a sei mesi, estendibili fino a 12 o 24 mesi per casi specifici, con un impegno orario che rispetta il contratto collettivo nazionale. Gli ospitanti devono rispettare criteri di sicurezza, parità di genere, e non devono avere licenziamenti recenti. La legge fissa limiti sul numero di tirocinanti per entità e prevede indennità di partecipazione da 600 a 700 euro mensili, adeguabili in base all’orario. La modulistica aggiornata per attivazione e gestione dei tirocini è stata approvata con atto dirigenziale n. 647 del 27 novembre 2023.