Lo stage post laurea può rappresentare una buona occasione per fare una prima esperienza lavorativa e migliorare il proprio curriculum. Poiché le leggi che regolamentano gli stage variano da regione a regione, è bene conoscere la normativa di riferimento prima di mettersi alla ricerca di quello che fa al caso proprio.

Cos’è uno stage?

Lo stage formativo rappresenta un primo passo nel mondo del lavoro per i giovani laureandi o i neolaureati. Si tratta di un periodo di formazione che si svolge all’interno di un’impresa o di un ente pubblico allo scopo di acquisire le conoscenze pratiche da mettere poi in campo nel settore in cui si andrà a lavorare. Oltre a far acquisire nuove capacità, il tirocinio consente anche di confrontarsi con altre persone, di diventare più consapevoli dei propri punti di forza e degli aspetti da migliorare e nasce con l’obiettivo di aiutare a trovare lavoro più facilmente.

Stage curriculare o extracurriculare? La differenza fondamentale: la remunerazione

Esistono due tipi di tirocinio: curriculare ed extracurriculare. Lo stage curriculare si svolge mentre si studia all’università. Lo stage extracurriculare, invece, ha luogo quando il percorso di formazione scolastica si è conclusa. La differenza fondamentale? Il primo non è remunerato; il secondo, sì.

Cosa prevede la normativa

Lo stage curriculare, per il quale non è prevista alcuna retribuzione, è regolamentato dalla normativa nazionale (il decreto ministeriale 142/19989).

Il tirocinio extracurriculare, per il quale è previsto un rimborso e che corrisponde allo stage post laurea, fa invece riferimento a delle linee guida emanate dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2013, al quale le singole Regioni si sono adeguate con proprie leggi regionali.

L’aggiornamento del 2017, le previsioni della Conferenza Stato-Regioni

Il 25 maggio 2017 la conferenza Stato-Regioni ha approvato le nuove linee guida, che modificano le previsioni di legge sui tirocini extracurriculari. In particolare, fissano in 2 mesi la durata minima degli stage post laurea e portano a 12 mesi il tetto massimo per la loro durata. Modificano inoltre la proporzione tra numero di stagisti e numero dei dipendenti, stabilendo un tetto massimo per gli stagisti che possono essere assegnati a un tutor.

Cosa prevede la legge in Puglia

Fino a quando le linee guida non verranno recepite da tutte le Regioni, resteranno tuttavia in vigore le previsioni già fissate in passato. In particolare in Puglia la legge regionale n. 23/2013 e il regolamento regionale n. 3/2014 prevedono che lo stage abbia una durata massima di 3 mesi per i tirocini estivi di orientamento; di 6 mesi per i tirocini formativi e di orientamento, nonché per quelli di inserimento e/o reinserimento; di 12 mesi, per quelli in favore di soggetti svantaggiati e di 24 mesi per i disabili. Il tirocinante ha inoltre diritto a un rimborso spese minimo pari a 450 euro lordi mensili. Mentre non stabilisce se sia possibile fare uno stage in un’azienda che non abbia dipendenti a tempo indeterminato.